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giovedì, 06 aprile 2006

Esito

categoria: varie ed eventuali

Finalmente questo blog ha avuto i suoi effetti. Nato per un esame universitario che si è svolto venerdì 31 marzo 2006 e dal quale ho ricavato un 30, è stato citato nella trasmissione Blog Generation di Nessuno.TV a cui ho partecipato il giorno stesso.

D'ora in poi questo blog è svincolato dagli impegni universitari ma continuerò a scrivere i miei post, magari ritoccandone un po' l'impostazione.

Ringrazio di cuore tutti coloro che mi hanno aiutata fornendomi materiale, che anche se non l'ho utilizzato finora sarà comunque messo da parte per il futuro.
Ringrazio tutti coloro che mi hanno autorizzata a citare i loro scritti e a inserire le loro immagini, permettendomi di scrivere post consistenti e interessanti.
Ringrazio tutti coloro che mi hanno seguita leggendo questo blog e lasciando commenti, contribuendo alla buona riuscita del mio esame.

Siete tutti invitati a collaborare per il futuro di questo blog! Perchè ognuno di noi sa come essere una mela marcia...

nessun giudizio da parte di: Rea alle ore 15:42 | link | commenti (8)
lunedì, 27 marzo 2006

Non toccate quel muro

categoria: ti piaccia o no è cultura

ARTE: quante cose può voler dire questa parola?

Si tende a considerare arte solo ciò che è datato e conservato in un museo, catalogato e citato in libri patinati, risaputo e ridetto più e più volte. Ma che c'è di male se il museo è la strada? E se l'arte non è un antico dipinto? E se l'autore potrebbe essere il tipo che vedete alla fermata dell'autobus ogni giorno e non sapete neanche come si chiama?
Siamo fortunati a vivere in un'epoca di sperimentazione in cui ogni fenomeno sa come diventare una forma d'espressione, che la troviate artistica o meno.
Diamo un'occhiata al nostro paese...

Si chiama FONTFACE, e usa materiale adesivo. Agisce prevalentemente di notte ed ha esposto personalmente a Roma, Trieste e in Croazia.
Mele Marce chiede: "Come e perchè hai scelto questa forma di espressione?"
FontFace risponde: "Non è stata una cosa studiata a tavolino...mi è venuto spontaneo di far uscire i miei lavori dalle mura di casa."
MM: "Quando applichi la tua "arte" in strada, sui contenitori della raccolta differenziata o sui cartelli per esempio, ti trovi mai in difficoltà con passanti o forze dell'ordine?"
FF: "Non ho mai avuto problemi ...agisco di notte solitamente e i pochi passanti che ho incontrato sono sempre stati affascinati e non incazzati...per quanto riguarda la polizia non mi ha mai fermato, credo abbiano qualche fascicolo su di me ma i miei interventi sono al 99% removibili facilmente."


Immagini di proprietà dell'autore

MM: "Cosa dice la gente riguardo alla tua forma d'arte, ti apprezzano o ti insultano?"
FF: "La gente solitamente mi apprezza..o al limite rimane indifferente non sono mai stato insultato. "

E passiamo a Roma, dove molti avranno visto STEN, o più che lui stesso, il segno del suo passaggio.
La sua tecnica è lo stencil, e i suoi migliori lavori, oltre che sparsi per le vie romane, si trovano nel suo fotolog.

Immagini di Rea M. su autorizzazione dell'autore

"Molti stencil vengono ripuliti il giorno dopo e spesso ha l’impressione di scrivere sulla sabbia. La maggior parte restano per anni lì fino a divenire parte del paesaggio urbano..."

E all'estero?
Un caso interessante, e divertente, è la BARCODE ART di Scott Blake... tutto comincia con un grande Gesù di codici a barre:

Nel suo sito potete anche farvi calcolare il vostro personale Code Bar

LINK*LINK*LINK*LINK*LINK*LINK

nessun giudizio da parte di: Rea alle ore 23:51 | link | commenti (2)
mercoledì, 08 febbraio 2006

L'altra informazione

categoria: dis-informazione

Su segnalazione di Ri-verbo, dal blog Mass Information, Viral Video:

La libertà è un virus: diffondi il contagio!

Non c'è niente da fare, l'informazione è tutta un'opinione, il solo trattare di un argomento è di per sè un'espressione della propria parziale idea in merito. Che succede quando il pubblico percepisce che non ci sia onestà, che un certo potenziale limite sia stato superato? 

Quello che sta succedendo ai nostri giorni, grazie anche alle tecnologie di cui disponiamo, è la nascita di un'informazione alternativa, fatta dal pubblico stesso, finalizzata alla ricerca di una verità ritenuta celata dai mezzi ufficiali di informazione di massa.

Facciamo un semplice esempio: i blog.
Scrivere un blog, meglio che avere un comune sito web, offre la possibilità di comunicare in modo incisivo con la comunità virtuale. Chiunque, da anonimo e passivo fruitore, può diventare fonte di notizie condivisibili con tutti.

Un pubblico istruito e stanco della situazione evidente dei tradizionali mezzi di informazione, prende l'iniziativa...

nessun giudizio da parte di: Rea alle ore 01:03 | link | commenti (7)
venerdì, 27 gennaio 2006

Ingegneria Senza Frontiere

categoria: fenomeni

Intervista a Davide Lamanna, docente di Sistemi Operativi al Corso di Laurea in Ingegneria Informatica dell'Università La Sapienza di Roma
A cura di Rea M.

Roma, ore 19.30 circa di mercoledì, un freddo artico. In un appartamento di Via Alessandria incontro i volontari del progetto Trashware: docenti e studenti della facoltà di Ingegneria.
Salgo al quarto piano e mi dirigo subito nella stanzetta dove, tra una montagna di pezzi di computer variamente riposti, tre studenti e due docenti stanno lavorando.


clicca per ingrandire

Avevo sentito parlare di questo progetto da un mio amico che ci partecipa per la tesi, e anche lui è presente (grazie Sòla!). Mi accompagna Navalik, che a un certo punto sarà coinvolto, suo malgrado, nelle operazioni.
La luce è poca, ci sono alcune lampade da tavolo accese ma l'atmosfera è da caverna. Infatti le foto che scatto sono piuttosto tetre.

Parlo con il professor Davide Lamanna, senza interrompere l'attività. Mi chiede di dargli del "tu", qui lo fanno tutti... un laboratorio molto amichevole!

Domanda: Ci spieghi in parole semplici che cos'è questo progetto?
Risposta: Il progetto si chiama Trashware, già nella parola spiega qualcosa. Infatti è l'unione di Trashing e Hardware, e consiste nel recuperare hardware che viene dismesso, perchè ritenuto non più servibile... quindi noi, in sostana, lo recuperiamo, ci installiamo sopra Linux e rendiamo quell'hardware nuovamente servibile e poi lo doniamo a realtà svantaggiate, che magari non possono permettersi l'acquisto di un pc moderno e noi glie lo forniamo gratuitamente.

D: Di che tipo di materiale vi servite?
R: Diciamo che ci sono una serie di studi legali o studi di architettura, piccole aziende o anche enti, quali per esempio il WWF nel nostro caso, che periodicamente devono dismettere dei pc, quindi ci chiamano perchè questo è in effetti un problema abbastanza difficile da risolvere, quello dello smaltimento dei pc obsoleti... ci chiamano, noi andiamo presso di loro e ci fanno vedere il materiale e ci scegliamo quello che in qualche modo potrà essere recuperato, poi lo portiamo in questo laboratorio di Via Alessandria, dove siamo adesso... e lo rimettiamo a posto qui. Questo, ovviamente, ha un senso nell'ottica di riuso e non di spreco, soprattutto perchè materiali come quelli elettronici sono parecchio inquinanti e non c'è un modo sostenibile per smaltirli. Noi più che lo smaltimento chimico predichiamo il riuso, perchè in molti casi si tratta di strumenti ancora buoni, che possono ancora essere utili, specialmente per chi poi non è che con il computer debba farci chissà che cosa... magari per un uso semplice sono più che sufficienti.

D: Da quanto tempo ve ne occupate?
R: Eh... ormai direi più di un annetto... abbiamo prima iniziato a fare un po' di ricerca tramite una tesi che abbiamo sviluppato, che consisteva nel mettere in "batteria", in cluster (NdR: cosè un cluster? Scopritelo qui), più pc obsoleti, o comunque considerati obsoleti, per ottenere delle prestazioni maggiori d'insieme. Dopo questa tesi che ha avuto un buon successo abbiamo pensato di fare un progetto con la Provincia proponendo appunto di rimettere a posto una sessantina di pc nel corso di un anno e per distribuirli a una serie di "realtà" della periferia romana. A loro è piaciuto e ce l'hanno anche finanziato, ci hanno dato un piccolo finanziamento, quindi... un po' più di un anno.

D: E quindi questa idea è nata come una tesi...
R: Sì, è nata come una tesi di laurea, fatta da un ragazzo che ancora oggi lavora con noi.

D: Le persone che collaborano con voi sono tutti volontari?
R: Sì, sono tutti volontari e quindi sono ragazzi del gruppo Tashware di Ingegneria Senza Frontiere, o anche ragazzi che abbiamo conosciuto all'università... alcuni di noi sono anche dei ricercatori, sono anche assistenti per i corsi, quindi in questa maniera abbiamo raccolto un po' di interessati, poi abbiamo fatto anche due stage con due di questi studenti della Sapienza, di Ingegneria Informatica.

D: Cos'è Ingegneria Senza Frontiere?
R: E' un'associazione di volontari che si occupa di cooperazione con il Sud del mondo, non inteso necessariamente in senso geografico, paesi in via di sviluppo senz'altro ma anche situazioni di disagio che ci possono essere nel cosiddetto "Nord", ovvero dalle nostre parti. Noi facciamo progetti tecnici, come il progetto Trashware, ma anche formazione per cercare di dare agli studenti di Ingegneria e non solo una visione più allargata su cosa significa "tecnologia appropriata", cioè una tecnologia che risponde a dei bisogni reali e che non ne induce di nuovi. Quindi una riflessione critica sulle tecnologie.

D: A chi è rivolto il risultato del vostro lavoro?
R: E' rivolto ad associazioni, cooperative, volontari vari... o anche centri culturali, piccole biblioteche di periferia... quindi quelle a cui accennavo prima, delle realtà "disagiate" in qualche modo.

D: E i destinatari del vostro lavoro sono poi in grado di gestire quello che voi realizzate?
R: Ecco, questa è un'ottima domanda, in effetti... noi proponiamo Linux e il software libero come "scelta forte", senz'altro tecnica. Perchè tecnica? Perchè parliamo di hardware obsoleto quindi tramite il software libero è possibile ottimizzare le prestazioni di un sistema, quindi una scelta tecnica, ma anche una scelta politica... ci teniamo molto che il codice a sorgente aperto sia promosso, specialmente poi nel terzo settore, quindi nel sociale, dove c'è una certa sensibilità verso questi temi. Ovviamente sappiamo che usare Linux è una cosa non scontata, non banale... noi abbiamo speso tantissimo tempo per cercare di mettere su un sistema che fosse il più semplice possibile, quindi che veramente riducesse l'interfaccia grafica alle icone necessarie per navigare, per scrivere testi, per lavorare in maniera standard nel complesso. Questo sicuramente è un qualcosa di importante. Non basta ancora, spesso ci chiamano per risolvere dei problemi che non sono in grado di risolvere. In effetti va detto che sono anche persone che non conoscono bene l'informatica, quindi probabilmente anche con altri sistemi, tipo Microsoft Windows, avrebbero comunque delle difficoltà, però magari in quel caso ci sarebbe qualcuno che potrebbe risolvere. In questo sono meno le persone che lo conoscono, quindi direi che gli sforzi per far sì che poi le persone siano realmente indipendenti ci sono stati. I risultati non sono ancora ottimali, ma insomma... ci lavoriamo!

Mentre parliamo intorno è viavai: chi monta o smonta qualcosa, chi fuma, chi ride...
Cerco di stare dietro alle parole del professore e non perdermi nulla di interessante. Ho preparato in anticipo la mia scaletta di domande e spero di non aver dimenticato qualcosa di importante.

D: In termini economici, quanto vi costa portare avanti tutto il progetto?
R: Diciamo che gran parte degli sforzi sono quelli del lavoro volontario, in termini di altri costi "vivi" non tantissimo perchè comunque occasionalmente abbiamo comprato dell'hardware, perchè magari avevamo finito dei pezzi, o poi magari abbiamo da pagare la connessione a Internet e l'elettricità. Però queste spese vengono poi ammortizzate proprio da quel progetto che ti dicevo prima della Provincia, quindi con quel finanziamento lì noi copriamo abbondantemente le spese che possiamo avere con l'hardware, con le utenze telefoniche ed elettriche e anche con il trasporto, perchè ovviamente, è facile immaginarlo, dobbiamo spostarci per andare a prendere i computer, trasportarli qui, lavorarci e poi portarli in loco, quindi ci sono anche dei costi di trasporto. Diciamo che l'ordine, quest'anno... più o meno qualche migliaio di euro avremo speso.

D: In che misura siete appoggiati dalle istituzioni, sia universitarie che non universitarie?
R: Allora... le universitarie, beh... già il fatto che comunque abbiamo fatto una tesi e due stage, ci fa capire che c'è un interesse, perchè poi, in realtà, gli argomenti che sono connessi a questo lavoro hanno anche uno sfondo di ricerca dal punto di vista informatico interessante, quindi in particolare con il professor Baldoni (NdR: il professor Roberto Baldoni, homepage), con il quale io lavoro personalmente, c'è proprio un interesse a portare avanti l'Open Source e in generale il Trashware. Non universitarie, direi che possiamo sempre citare la Provincia ma anche l'Unione Europea, che si sono interessate a questo progetto e ci hanno dato un po' di soldini per portarlo avanti. Ultimamente poi, stiamo ragionando anche con il Comune di Roma, che dovrebbe darci dello spazio nel quartiere Garbatella per avere un laboratorio più confortevole... ora qui siamo in una situazione abbastanza temporanea, fra un po' andremo via. Però il Comune è stato contentissimo di questa idea e ci ha assegnato uno spazio lì a Garbatella dove poi noi faremo un laboratorio più grande e meglio strutturato.

D: E infatti... questo spazio  che avete organizzato qui?
R: Qui si tratta di... di una stanza che... ci è stata gentilmente concessa dai miei genitori (!). E' andata bene per questo anno, ma adesso a loro riserve indietro, quindi la dovremo liberare.

D: Stampa e televisione si occupano di Voi? Ne sanno qualcosa?
R: Sì, in effetti sì. Abbiamo avuto un articolo su Repubblica, edizione romana, un articolo su CARTA, poi il TG3 ci è venuto a fare un'intervista proprio qui in questo laboratorio, che poi ha mandato il servizio nella trasmissione "Scenari" del sabato, TG3 nazionale...

D: Come si svolge il lavoro qua dentro?
R: Ci vediamo tutti i mercoledì, dalle 19.00 fino a notte fonda, siamo sempre più o meno cinque persone, in alcuni casi siamo arrivati a dieci perchè ovviamente ciascuno viene secondo le sue possibilità essendo un lavoro volontario.

D: E che fate??
R: Cosa facciamo qui? Prendiamo dei pc che abbiamo raccolto, verifichiamo l'hardware, se c'è qualche pezzo che non funziona, eventualmente lo sostituiamo, dopodichè passiamo a installare il sistema operativo e tutti i vari pacchetti.

D: Se altre persone volessero collaborare con voi, come potrebbero fare?
R: C'è un sito di riferimento che è il sito di Ingegneria Senza Frontiere Roma. Lì c'è proprio la pagina del progetto Trashware, dove sono spiegate un po' di cose. Ci sono anche i riferimenti e-mail per partecipare. Comunque è assolutamente libero, chiunque volesse può venire qui, anche senza scriverci un'e-mail... se ce la scrive è meglio!


clicca per igrandire

Qui finisce l'intervista diretta e inizio a scattare delle foto e riprendere un paio di filmati. C'è di tutto in giro: bottiglie, tabacco, confezioni alimentari.
D'un tratto trovo Navalik con un cacciavite in mano e l'aria molto professionale che si appresta a smontare qualcosa ma preferisco non addentrarmi nel merito...


Il povero Nava... clicca per ingrandire

Poco dopo sento delle grida provenire da un'altra stanza. Mi affaccio alla porta e vedo il professore steso in terra. Scatto una foto fugace. Più tardi diranno che cercavano di prendere dei monitor posti in alto (ma non credo d'aver capito bene).


clicca per ingrandire

Bene, adesso abbiamo finito davvero, ringrazio e chiedo scusa per il disturbo. Saluto e ce ne andiamo. Il freddo fuori è aumentato e in questo momento mi domando se tornerò a casa viva.

 

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giovedì, 05 gennaio 2006

Dannata pubblicità

categoria: odore di soldi

Manie di grandezza alla Nike, che ha avuto la bella idea di impiantare un monumento pubblicitario in Karsplatz a Vienna e ha tutte le intenzioni di fare lo stesso in altre città tra cui Roma (segnalato da Neural):

Ma anche alla Sony non stanno meglio: in alcune città americane sono comparsi questi curiosi graffiti-stencil che hanno imbrattato le pulitissime mura di alcuni edifici, scatenando indignazione e denuncie da parte dei residenti...

Ma c'è modo e modo di fare pubblicità! Ne sanno qualcosa quelli di Guerrilla Marketing, agenzia pubblicitaria sicuramente fuori del comune ma che innegabilmente sa mettere molto umorismo nella pubblicità (e pare che funzioni):
[...]Guerriglia Marketing è un processo di dissipazione della fiducia che il consumatore ancora ripone nell'economia nel suo complesso a vantaggio del successo di una singola impresa: la tua
Un esempio? Le campagne di Stickering... sì, vi disegnate un logo, lo stampate su carta adesiva e ci tappezzate la città perchè [...]Azioni di questo tipo garantiscono spesso la riconoscibilità del marchio ma non sempre la sua collocazione merceologica. [...]

Slogan: Fottere il mercato per entrarci

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domenica, 25 dicembre 2005

Piccola pausa

categoria: varie ed eventuali
Si torna all'opera dopo le vacanze, presumibilmente i primi di gennaio.
Buone vacanze a tutti!
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domenica, 18 dicembre 2005

Lascia un segno

categoria: ti piaccia o no è cultura

Si chiama URBAN LETTERBOXING, nasce in Inghilterra e funziona così:

  • Prendi un pezzo di gomma, come quelle per cancellare e un cuscinetto per i timbri
  • Disegnaci sopra il tuo marchio
  • Con un taglierino incidi l'immagine ricavandone un timbro
  • Recati in un posto dove sai che qualcuno ha nascosto una cassetta contenente un libro per la raccolta dei timbri
  • Lascia un timbro sul libro
    [Una guida rapida per principianti (in inglese) sul sito Space Hijackers]

Per alcuni è solo un passatempo, un pretesto per farsi un viaggetto andando a cercare le cassette dove sono conservati i libri nascosti nelle città e lasciare il segno del proprio passaggio in mezzo agli altri.
Per altri è una vera e propria azione di attivismo sociale, una rete di contatti virtuali che si stabilisce spulciando i database che raccolgono le segnalazioni delle presenze dei libri.

Sembra molto difficile mettere in pratica una cosa del genere, difatti non è così diffusa in Europa (Inghilterra a parte) quanto lo è negli stati Uniti.
Ma adesso che lo sappiamo non resta che farci tutti il nostro timbro e nascondere il nostro libro, comunicandolo poi in Internet.

Un caso italiano segnalato nel database di Space Hijackers è quello di un libro nascosto nei pressi del convento di San Cosimato, sull'omonima rupe, a due chilometri da Vicovaro (provincia di Roma).

E allora... lascia un segno!

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sabato, 10 dicembre 2005

Broadcasting

categoria: ti piaccia o no è cultura

Televisione Pirata. Televisione di Strada.
Molte fanno capo al circuito Telestreet che si definisce ILLEGALE MA COSTITUZIONALE.

Tutto inizia nel 2002 con Orfeo Tv che trasmette attraverso il cono d'ombra di MTV.
Poca attrezzatura, costi minimi, basilari conoscenze tecniche, ecco che da casa propria si trasmette a corto raggio (il proprio quartiere al più).

Il confine tra la legalità e il reato è molto sottile, ma la maniera si scamparla c'è. E' il caso della telestreet Disco Volante, esempio clamoroso di come un tale fenomeno mediatico possa esistere:
"Disco Volante, emittente televisiva a cortissimo raggio, si deve ritenere esente da autorizzazione o concessione, in quanto trasmette sfruttando un cono d'ombra nello spettro delle frequenze, senza creare alcuna interferenza ad altre emittenti o
segnali".
Sentenza del GIP del Tribunale di Ancona, maggio 2005.

Videodrome - David Cronenberg, 1982

Radio Pirata. Radio di Mare.
Quelle originarie sono le emittenti straniere nate spesso come mezzo di comunicazione contro i locali regimi. In alcuni casi trasmettono da acque internazionali e prendono il nome di Offshore.
Nei primi anni '70 in Italia ogni emittente radio era in un certo senso "pirata" poichè la trasmissione radio era concessa solo al servizio pubblico. Nel 1981 viene introdotto il sistema delle concessioni.
L'attrezzatura necessaria è pochissima e facilmente reperibile nei negozi che vendono kit per l'elettronica (i radioamatori sono sempre esistiti).
Al giorno d'oggi trasmettere via Internet è un salvacondotto e il problema tende a dissiparsi, è anche più economico e chiunque può lanciarsi nell'impresa.
Da leggere: Radio Pirata

SEGNALAZIONI

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domenica, 04 dicembre 2005

Balle diffuse

categoria: dis-informazione

Quante volte i mezzi di comunicazione diffondono notizie che poi si rivelano delle grosse panzane?
Esistono però persone che votate alla causa della verità riescono a scoprire e spiegare a tutti l'inganno.

Prendiamo qualche storia a caso, giusto per introdurre l'argomento...

  • MSN a pagamento
    Si è sentito gridare allo scandalo e più o meno tutti hanno ricevuto una mail in cui si chiedeva di diffondere la notizia adducendo anche fantomatiche prove.
    Paolo Attivissimo (chi non lo conosce ancora?) ne parla in questo articolo del suo servizio Antibufala (tutto da leggere!)

 

  • Prerogative dei parlamentari
    Una delle cose che più fanno imbestialire gli italiani e di cui non si riesce ad essere correttamente al corrente, tanto che alle volte le informazioni si infarciscono di fantasie.
    Paolo Attivissimo ne da un esempio circa l'ennesima catena di San'Antonio via mail.

 

  • I segni dei ladri/zingari sulle case
    Quanti di noi si sono visti girare per casa fogli stampati con astrusi simboli per poi andare a controllare la facciata della propria abitazione o palazzo? Non se ne ha una conferma ma tutto fa pensare a una balla.
    Ancora Paolo Attivissimo lo spiega in questa pagina del suo servizio Antibufala.

Ci sono quelli che della menzogna e della beffa fanno cavalli di battagia a fine puramente dimostrativo.
Il caso più divertente che si sia visto in Italia è quello di Luther Blisset. Nel sito sono descritte le loro azioni contro giornali e televisioni e descrizioni ci come hanno fatto (si consiglia di prenderli con le pinze però).

Ma non esistono solo difensori della verità, ci sono anche coloro per cui la balla può essere un mestiere.
Lo conoscete questo?
E l'avete mai sentita la storia di Carmen Di Pietro che ebbe un "incidente" sull'aereo, dello stesso stile di una leggenda metropolitana (qui descritta dal fornitissimo sito Leggende Metropolitane)?
Ecco, bene... un giorno di qualche anno fa il signor Klaus Davi partecipò a una trasmissione televisiva in cui spiegava che a volte i Vip lo contattavano chiedendogli di creare delle storie che potessero riportarli alla popolarità, fra questi la signora Di Pietro. Così lui stesso inventò la storia dell'aereo.
L'ha detto lui.
E' la stessa persona che fa da consulente d'immagine a politici e altri personaggi televisivi.

Quante altre sciocchezze si fanno passare per vere?

nessun giudizio da parte di: Rea alle ore 18:13 | link | commenti (14)
martedì, 29 novembre 2005

La logica del superfluo

categoria: odore di soldi


Rea M.

Questo articolo è l'ennesimo richiamo su come la pubblicità stia diventando bieca (fonte: http://www.comedonchisciotte.org)
Avrete sentito dire al telegiornale che le tredicesime quest'anno saranno impiegate maggiormente per pagare i debiti( ma nessuno si tirerà indietro sui regali ai bambini, che strano!).
Come si finisce in queste condizioni? Ma l'Italia non era in grande ripresa?

Così esordiscono alcune pagine del sito web di una nota società di credito:
Se desideri prenderti cura di te e della tua famiglia, goderti un soggiorno alle terme, allestire la palestra in casa o regalarti una vasca idromassaggio [...]
Se hai deciso di regalarti meritati viaggi o vacanze ma non desideri sborsare la somma necessaria in un’unica volta [...]
entambi terminano suggerendo come soluzione: CHIEDERE PRESTITI.

Dunque, fare leva sui desideri, convincere le persone di aver bisogno di qualcosa di superfluo.
Secondo l'indagine di Confesercenti il regalo di Natale più ambito quest'anno è il televisore al plasma (i risultati dell'indagine sono visibili in un link nella home page), tutti cercheranno di donare il leggendario elettrodomestico a qualcuno, nella speranza di riceverne un'altro in cambio, ma l'umore generale è quello di vivere ai tempi di guerra. Contraddittorio, a dir poco.

L'effetto desiderato sembra dunque essere quello di indurre la popolazione a vivere al di sopra delle proprie possibilità. Le parole chiave per questa operazione riecheggiano nelle nostre orecchie: "Perchè voi valete", "Coccolarsi", "Me lo merito", ... esaltare la dignità attraverso un prodotto, senza il quale essa non avrebbe motivo di essere rispettata. Dare l'idea che il mondo sia un luogo crudele dal quale trovare rifugio solo acquistando un bene materiale.

C'è vita su Marte? Non si sa, ma nel dubbio approfittiamone...


nessun giudizio da parte di: Rea alle ore 18:10 | link | commenti (8)